Anche gli studi professionali hanno un loro Fondo di Solidarietà contro la crisi

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Anche gli studi professionali hanno un loro Fondo di Solidarietà contro la crisi

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto istitutivo del fondo di solidarietà per gli studi professionali. Il fondo ha come principale elemento quello di estendere le tutele, conservative del rapporto di lavoro, ai lavoratori e alle lavoratrici impiegati in studi che hanno almeno 3 dipendenti mentre il fondo integrazione salariale FIS prevedeva una copertura da più di 5 dipendenti in avanti. Vista la platea media di riferimento del settore, questa è certamente una novità importante.

Le prestazioni prevedono una durata dell’ammortizzatore a seconda della dimensione occupazionale: fino a 15 dipendenti 12 mesi nel biennio mobile, oltre i 15 ulteriori 26 settimane. In ogni caso è previsto un massimo di copertura di 24 mesi nel quinquennio mobile.

Per accedere al fondo occorre avere una anzianità aziendale di almeno 90 giorni.

Il Fondo prevede un versamento dello 0.45 % sulla retribuzione a carico del datore di lavoro e dello 0,15 % a carico del dipendente.

Otre i quindici dipendenti le percentuali passano rispettivamente allo 0,65 % e 0,22 %.

È previsto inoltre un versamento addizionale del 4% in caso di utilizzo dello strumento a carico del datore di lavoro.

Il fondo riconosce l’80% della retribuzione.

Nel settore studi professionali vige anche un sistema di sostegno al reddito erogato dall’ente bilaterale E.bi.pro che interviene negli studi professionali non coperti dal fondo di solidarietà con risorse proprie con l’obiettivo della conservazione dell’occupazione in caso di crisi dello studio. Uno strumento che ora, come da impegno delle parti sociali del settore, dovrebbe essere ulteriormente implementato.